Scuola: l’intervento dello psicologo in classe senza consenso è reato

22 Settembre 2017

Per la Cassazione, se manca il consenso dei genitori, è integrata la fattispecie di violenza privata ex art. 610 del codice penale

Con sentenza della V Sezione Penale (40291/2017), la Cassazione ha sancito la fattispecie di violenza privata ai sensi dell'articolo 610 del Codice Penale in caso di controllo sull'alunno da parte dello psicologo in mancanza del consenso dei genitori.

La norma in questione è volta a tutelare la libertà psichica del soggetto assumendo carattere sussidiario rispetto ai fatti per i quali la violenza sulle persone risulta essere elemento costitutivo del reato.

Secondo diversi orientamenti della Suprema Corte, sentenza 4284/2016, V sezione , nonché 28174/2016 sempre della medesima sezione, la violenza di cui all'articolo 610 del codice penale, si traduce in qualsiasi mezzo capace a comprimere la libertà di determinazione e di offesa della persona offesa, consistendo quindi anche in una violenza impropria che si realizza mediante l'utilizzo di mezzi anomali diretti a porre in essere pressioni sulla volontà altrui, ostacolandone di fatto la libera determinazione.

L'art. 610 del codice penale è stata introdotto nel sistema normativo italiano per tutelare la libertà psichica del soggetto. Tale norma condanna, infatti, qualunque mezzo che è in grado di comprimere la libertà fisica e psichica dell'individuo.

Nel caso di specie, i giudici della Cassazione sostengono che la somministrazione di test psicologici su minori, al fine di ottenere una valutazione relativamente al profilo comportamentale, consiste in una invasione della sfera dell'alunno che necessita di un previo consenso.